Cambiare hosting, piattaforma o struttura di un sito è uno dei momenti più delicati del suo ciclo di vita. Fatto bene, passa quasi inosservato. Fatto male, può far sparire il sito dai risultati di ricerca per settimane o interrompere la posta aziendale. Questa è la checklist che seguo, con gli errori più frequenti da evitare.
Prima di toccare qualsiasi cosa
La migrazione non comincia dal nuovo sito, ma da una fotografia di quello esistente:
- Elenca tutti gli indirizzi (URL) del sito attuale, comprese le pagine meno visibili. Se non li conosci, un'esportazione dalla mappa del sito (sitemap) o da uno strumento di analisi li recupera.
- Annota quali pagine portano visite e posizionamenti. Sono quelle da proteggere con più attenzione.
- Fai un backup completo: file, database, contenuti, impostazioni. Non cancellare nulla dal vecchio hosting finché il nuovo non è verificato.
- Controlla cosa dipende dal dominio: email, sottodomini, servizi collegati.
I reindirizzamenti 301: la parte che decide il posizionamento
Se un indirizzo cambia, chi lo cerca (e i motori di ricerca) deve essere portato a quello nuovo. Si usa un reindirizzamento 301, che comunica che lo spostamento è permanente e trasferisce il valore dell'indirizzo vecchio al nuovo.
Regole pratiche:
- Mappa ogni vecchio indirizzo verso il suo equivalente più vicino, non verso la home per comodità. Reindirizzare tutto alla home viene spesso trattato come un errore.
- Evita le catene (A verso B verso C): ogni passaggio in più rallenta e disperde valore.
- Mantieni, quando puoi, gli indirizzi che funzionano. Il reindirizzamento migliore è quello che non serve.
- Controlla dopo il rilascio: prova a mano gli indirizzi principali e verifica che rispondano con il codice giusto.
DNS e posta: dove si rischia di più
Spostare un dominio verso un nuovo servizio (per esempio un nuovo gestore dei DNS) cambia il sistema che risponde alle richieste. Se non si copiano i record giusti, la posta smette di arrivare.
Per evitarlo:
- Copia tutti i record esistenti prima del cambio: quelli della posta (MX, SPF, DKIM, DMARC) sono i più importanti.
- Mantieni i record della posta senza proxy, in modalità «solo DNS», se il nuovo servizio offre una modalità intermedia che altrimenti li alterebbe.
- Verifica i nuovi server prima di cambiarli: puoi interrogare direttamente i nuovi name server e confrontare le risposte con quelle attuali.
- Metti alla prova la posta subito dopo: invio e ricezione, da un altro indirizzo e verso un altro indirizzo.
- Tieni conto dei tempi: l'aggiornamento dei name server non è istantaneo, e per alcuni domini (come quelli .it) può richiedere più ore del previsto. Nel frattempo, se i record sono identici, nulla si interrompe.
Dopo la migrazione
- Invia la nuova mappa del sito (sitemap) agli strumenti dei motori di ricerca e controlla gli errori che segnalano.
- Controlla gli errori 404 nei primi giorni e aggiungi i reindirizzamenti che mancano.
- Verifica velocità e correttezza del nuovo sito: titoli, descrizioni, immagini, dati strutturati.
- Monitora le visite e i posizionamenti per qualche settimana. Un lieve assestamento è normale; un calo netto indica che qualcosa va corretto.
- Conserva il vecchio hosting ancora per un po', finché sei sicuro di non aver dimenticato nulla.
Gli errori più comuni
- Dimenticare di copiare i record della posta prima del cambio di DNS.
- Reindirizzare tutte le vecchie pagine alla home.
- Cambiare indirizzi senza necessità, per semplice cambio di struttura.
- Bloccare per errore l'indicizzazione del nuovo sito lasciando attive le impostazioni di sviluppo.
- Cancellare il vecchio sito troppo presto.
Domande frequenti
Quanto tempo ci mette Google ad accorgersi della migrazione?
Dipende dal sito e dalla frequenza con cui viene visitato. Con reindirizzamenti corretti e una nuova mappa inviata, l'assestamento richiede di solito da qualche giorno a qualche settimana.
Posso migrare senza avere un periodo di inattività?
Sì, se si prepara il nuovo ambiente in parallelo e si cambia solo quando è verificato. È proprio il metodo che consiglio.
Cambio piattaforma ma non l'indirizzo: devo preoccuparmi?
Meno, ma conviene comunque verificare struttura, titoli e contenuti: sono ciò che i motori di ricerca valutano.
Se devi migrare
Se hai un sito da spostare o rinnovare e vuoi farlo senza rischi, la parte di manutenzione ed evoluzione e le consulenze su migrazioni e infrastruttura sono pensate per questo. Puoi anche raccontarmi il caso: lo guardiamo insieme prima di partire.