Migrare un sito senza perdere posizionamento: redirect 301, DNS e posta

Cambiare hosting, piattaforma o struttura di un sito è uno dei momenti più delicati del suo ciclo di vita. Fatto bene, passa quasi inosservato. Fatto male, può far sparire il sito dai risultati di ricerca per settimane o interrompere la posta aziendale. Questa è la checklist che seguo, con gli errori più frequenti da evitare.

Prima di toccare qualsiasi cosa

La migrazione non comincia dal nuovo sito, ma da una fotografia di quello esistente:

  • Elenca tutti gli indirizzi (URL) del sito attuale, comprese le pagine meno visibili. Se non li conosci, un'esportazione dalla mappa del sito (sitemap) o da uno strumento di analisi li recupera.
  • Annota quali pagine portano visite e posizionamenti. Sono quelle da proteggere con più attenzione.
  • Fai un backup completo: file, database, contenuti, impostazioni. Non cancellare nulla dal vecchio hosting finché il nuovo non è verificato.
  • Controlla cosa dipende dal dominio: email, sottodomini, servizi collegati.

I reindirizzamenti 301: la parte che decide il posizionamento

Se un indirizzo cambia, chi lo cerca (e i motori di ricerca) deve essere portato a quello nuovo. Si usa un reindirizzamento 301, che comunica che lo spostamento è permanente e trasferisce il valore dell'indirizzo vecchio al nuovo.

Regole pratiche:

  1. Mappa ogni vecchio indirizzo verso il suo equivalente più vicino, non verso la home per comodità. Reindirizzare tutto alla home viene spesso trattato come un errore.
  2. Evita le catene (A verso B verso C): ogni passaggio in più rallenta e disperde valore.
  3. Mantieni, quando puoi, gli indirizzi che funzionano. Il reindirizzamento migliore è quello che non serve.
  4. Controlla dopo il rilascio: prova a mano gli indirizzi principali e verifica che rispondano con il codice giusto.

DNS e posta: dove si rischia di più

Spostare un dominio verso un nuovo servizio (per esempio un nuovo gestore dei DNS) cambia il sistema che risponde alle richieste. Se non si copiano i record giusti, la posta smette di arrivare.

Per evitarlo:

  • Copia tutti i record esistenti prima del cambio: quelli della posta (MX, SPF, DKIM, DMARC) sono i più importanti.
  • Mantieni i record della posta senza proxy, in modalità «solo DNS», se il nuovo servizio offre una modalità intermedia che altrimenti li alterebbe.
  • Verifica i nuovi server prima di cambiarli: puoi interrogare direttamente i nuovi name server e confrontare le risposte con quelle attuali.
  • Metti alla prova la posta subito dopo: invio e ricezione, da un altro indirizzo e verso un altro indirizzo.
  • Tieni conto dei tempi: l'aggiornamento dei name server non è istantaneo, e per alcuni domini (come quelli .it) può richiedere più ore del previsto. Nel frattempo, se i record sono identici, nulla si interrompe.

Dopo la migrazione

  1. Invia la nuova mappa del sito (sitemap) agli strumenti dei motori di ricerca e controlla gli errori che segnalano.
  2. Controlla gli errori 404 nei primi giorni e aggiungi i reindirizzamenti che mancano.
  3. Verifica velocità e correttezza del nuovo sito: titoli, descrizioni, immagini, dati strutturati.
  4. Monitora le visite e i posizionamenti per qualche settimana. Un lieve assestamento è normale; un calo netto indica che qualcosa va corretto.
  5. Conserva il vecchio hosting ancora per un po', finché sei sicuro di non aver dimenticato nulla.

Gli errori più comuni

  • Dimenticare di copiare i record della posta prima del cambio di DNS.
  • Reindirizzare tutte le vecchie pagine alla home.
  • Cambiare indirizzi senza necessità, per semplice cambio di struttura.
  • Bloccare per errore l'indicizzazione del nuovo sito lasciando attive le impostazioni di sviluppo.
  • Cancellare il vecchio sito troppo presto.

Domande frequenti

Quanto tempo ci mette Google ad accorgersi della migrazione?

Dipende dal sito e dalla frequenza con cui viene visitato. Con reindirizzamenti corretti e una nuova mappa inviata, l'assestamento richiede di solito da qualche giorno a qualche settimana.

Posso migrare senza avere un periodo di inattività?

Sì, se si prepara il nuovo ambiente in parallelo e si cambia solo quando è verificato. È proprio il metodo che consiglio.

Cambio piattaforma ma non l'indirizzo: devo preoccuparmi?

Meno, ma conviene comunque verificare struttura, titoli e contenuti: sono ciò che i motori di ricerca valutano.

Se devi migrare

Se hai un sito da spostare o rinnovare e vuoi farlo senza rischi, la parte di manutenzione ed evoluzione e le consulenze su migrazioni e infrastruttura sono pensate per questo. Puoi anche raccontarmi il caso: lo guardiamo insieme prima di partire.

Hai un problema da risolvere? Partiamo da lì.

Raccontami la situazione, anche se è ancora confusa. Capiamo insieme qual è la strada più sensata.